Pittura

Pejman Tadayon inizia a dipingere all’età di tre anni sotto la supervisione del nonno materno Morteza Sharifi, uno dei più noti pittori di Isfahan. In Iran studia pittura con maestri del calibro di Morteza Nasr e Akbar Mikhak. Nel 2002 si trasferisce in Italia e prosegue gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, per poi stabilirsi a Roma. Espone i suoi quadri in vari paesi, tra cui Germania, Italia, Francia, Portogallo, Spagna e Stati Uniti.

Musicista professionista, nelle sue opere Pejman cerca di esplorare ed esprimere il rapporto tra musica e pittura. Per la prima volta introduce nel mondo dell’arte la pittura sonora, realizzando quadri in grado di emettere vere e proprie note. Nei suoi dipinti utilizza corde di strumenti musicali, che l’osservatore è in grado di suonare, per sentire e comprendere gli stati d’animo di ogni opera. In molti dei suoi concerti Pejman espone i quadri sonori sul palcoscenico, dove la pittura si traduce in musica e il pubblico può ascoltare il suono delle immagini e dei colori.